“Minori” e “femminicidio”. Giochi di parole. Parte terza.

“Minori” e “femminicidio”. Giochi di parole.

Parte terza.

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Vai alla prima parte.

Intervista a Valentina Morana, psicologa investigativa e portavoce di La Nostra Campagna, gruppo di persone volontarie, che promuove scienza e conoscenza sui diritti dell’infanzia. La Nostra Campagna vuole il professore Marino Maglietta al Ministero delle Pari Opportunità per cambiare le cose in tema di famiglia.

Per leggere la prima e la seconda parte dell’intervista

ValentinaMorana

Il termine “violenza di genere” ha senso?

Per me ha senso il termine violenza e quella va contrastata.

La violenza però viene agita in modo diverso da uomo e donna, perché?

Il maschio e la femmina agiscono la violenza in modo diverso per una questione fisica e mentale. Questo c’è sempre stato. Ci sono state delle donne terribili nella storia. La regina Caterina De Medici è stata promotrice della strage degli Ugonotti all’epoca delle guerre di religione tra Cattolici e Protestanti.

Le donne usavano molto il veleno per ammazzare, proprio per una questione di struttura mentale. Oggi utilizzano le parole, forma moderna di veleno, o mettono in mezzo un altro maschio che agisce fisicamente su loro richiesta. Mentre la modalità maschile è tendenzialmente molto più fisica. Viene notata di più, colpisce di più l’attenzione perché è più evidente dunque riconoscibile.

In questo momento le istituzioni sposano la visione di violenza di genere?

Sì, certamente.

E riescono a mettere insieme la protezione dei bambini con la violenza sulle donne?
I bambini in Italia non sono protetti.

In che modo le istituzioni affrontano il cambiamento nella famiglia e dei ruoli uomo e donna? Per esempio, mi vengono in mente il Decreto del 2013 sulla violenza di genere, il decreto filiazione, e le varie proposte per le nozze gay.

Beh queste tre parole che hai detto la descrivono tutta. Alcune branche delle istituzioni a mio modo di vedere, non tutelano affatto le persone, la famiglia che è la base della società. E prendono delle posizioni a seconda dei loro equilibri interni. Ci sono grandi scontri sull’affidamento condiviso, movimenti e scambio di informazioni. Nel decreto filiazione hanno inferto un colpo pesante alla legge sull’affidamento condiviso, che è una delle poche leggi a favore dei bambini. Poi per quanto riguarda la tematica del “femminicidio” e delle nozze gay è evidente che non hanno nessuna attenzione nei confronti delle donne che subiscono violenza né dei bambini.

Ma per i gay sì. Perché questa particolare attenzione per i diritti di una minoranza?

Perché i gay hanno delle strutture che si sono costruiti nel tempo, sono molto forti, hanno tanti soldi e molto potere. Di conseguenza sono riusciti a veicolare questi argomenti che interessano a loro. Il fatto è che prima vengono i diritti dei bambini e poi quelli degli adulti, dal nostro punto di vista.

Mentre i bambini non hanno portavoce?

Pochissimi.

Per concludere, cos’è la famiglia oggi? Pensi sia ancora la base della società?

La famiglia è da sempre la famiglia. La famiglia comprende madre, padre, figli, e le origini. Poi ci sono le famiglie allargate. E’ vero che le persone si separano. Ma non significa che si separano dal loro ruolo di genitore e qui la famiglia si ricompone in altre situazioni, ma sempre famiglia è. La famiglia è pesantemente sotto attacco ma rimane sempre la base, la maggior parte della gente vive in famiglia, nonostante i vari canali di informazione vogliano farci credere altro. Stanno tentando di far passare il pensiero che la famiglia non esiste, che va tutto bene ed è tutto uguale per i bambini. E non è assolutamente vero. Stanno tentando di mettere in discussione questa cosa che va avanti dalla storia dei tempi. Senza le famiglie il mondo non sarebbe andato avanti.

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